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Saldatura Oxygas: cos’è, come funziona e quali errori evitare

Autore:

saldatura-oxygas-Kemper Group

Oggi parliamo di Saldatura Oxygas, una tecnica adatta per materiali quali:

– Acciaio
– Ghise
– Acciaio inossidabile
– Alluminio e relative leghe
– Rame

Nel caso dell’acciaio, è necessario l’uso di un disossante oltre ad una grande abilità, mentre per il rame è importante prestare particolari precauzioni durante la fase di raffreddamento così da non rovinare il lavoro.

Più nel dettaglio, durante le operazioni di saldatura Oxygas è quasi sempre richiesta la presenza di un materiale d’apporto, generalmente sotto forma di bacchette, che siano fondenti sotto la fiamma e contribuiscano a rendere stabile la saldatura. Si tratta di una tecnica largamente utilizzata nelle saldature che necessitano di resistenze elevate e che, proprio per le temperature raggiunte dalla fiamma (3000-3100 °C), comporta un’attenzione particolare e misure precauzionali che limitino possibili rischi per la salute.

Ecco perché non bisogna mai dimenticare di utilizzare occhiali, guanti e mascherina di protezione, ma anche di effettuare il lavoro in spazi ampi e ventilati.

Ma come funziona?

Prima di tutto, l’energia necessaria durante il procedimento viene fornita da propano in ossigeno puro che, messi a contatto e miscelati tramite il cannello, creano la fiamma con le caratteristiche di fusione idonee.

Ovviamente, non basta accendere il saldatore ed iniziare a lavorare, è necessaria pazienza e pratica per poter operare correttamente. Ogni singolo componente deve essere mantenuto in perfetto stato, pulito e senza residui, mentre è opportuno imparare a dosare e regolare propano ed ossigeno in modo da ottenere una fiamma adeguata.

Quando questi passaggi saranno ultimati si può procedere con la saldatura avvicinando le parti da saldare ed aiutandosi con il materiale d’apporto che, fondendosi nel punto esatto da unire, andrà a fare da “collante”.

E’ raccomandabile non avere fretta, pena un eccesso o mancanza di sovraspessore, profili errati oppure incisioni marginali.

Problemi comuni

Ovvero difetti che possono presentarsi e sono relativi alla mancanza di penetrazione del materiale di apporto o di incollature non riuscite. In entrambi i casi sono dovuti ad un uso del cannello con un apporto termico non sufficiente per la completa fusione. Le mancanze di penetrazioni si possono rilevare semplicemente con un esame visivo, mentre le incollature sono individuabili con controlli volumetrici.

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